RIDATECI I NOSTRI FIGLI!

EVENTO NAZIONALE

giovedi 26 gennaio

in contemporanea su RAI 1 e alla Regione Piemonte

Doppia importante e prestigiosa presentazione di

“RIDATECI I NOSTRI FIGLI!”

il nuovo libro di NUNZIA MANICARDI

sui casi di “Malagiustizia”

dell’ avv. FRANCESCO MIRAGLIA

Riflettori puntati in tutta Italia sul nuovo libro di Nunzia Manicardi rivolto alla “Malagiustizia”. Il volume, intitolato “RIDATECI I NOSTRI FIGLI! Storie di bambini sottratti alle famiglie raccontate dal loro avvocato Francesco Miraglia” sarà protagonista in contemporanea, giovedì 26, di due importanti e prestigiosi appuntamenti a Roma e a Torino. A Roma sarà Francesco Miraglia a presentarlo a Rai 1 nello spazio “Storie vere” del programma “Uno Mattina”, con il Presidente del TM di Roma dott.ssa Carmela Cavallo e l’avv. Girolamo Cuffarti – Presidente del movimento per l’infanzia ,mentre a Torino toccherà a Nunzia Manicardi illustrarlo in un’apposita conferenza stampa presso il Consiglio Regionale del Piemonte.

Con questo libro Nunzia Manicardi affronta ancora una volta con grande tempismo e decisione uno fra i temi di più scottante e cruda attualità: quello dei bambini sottratti “senza giusta causa” e “senza giusto motivo” alle proprie famiglie per decisione del Tribunale dei Minorenni. In “RIDATECI I NOSTRI FIGLI!” la scrittrice modenese analizza gli inquietanti motivi (o, meglio, “non motivi””) di scelte così devastanti e lo fa innanzitutto raccontando alcuni casi giudiziari trattati dall’avvocato Francesco Miraglia. Casi drammatici e ancora irrisolti che hanno tenuto impegnata per mesi e mesi la cronaca nazionale diventando lo specchio spietato di una situazione assurda. Primo fra tutti quello della piccola Anna Giulia Camparini di Reggio Emilia, che senza il suo intervento sarebbe stata già da tempo data in adozione dopo che i genitori disperati per ben due volte l’avevano “rapita” dall’istituto di religiose a cui era stata consegnata per volontà giudiziaria nonostante l’assoluta assenza di riscontri negativi a loro carico. Ma la Manicardi (già autrice, in ambito socio-psico-forense, degli altrettanto importanti “CASI DA PAZZI. Quando Giustizia, Psichiatria e Servizi Sociali incrociano la strada del cittadino italiano…”, sempre con l’avvocato Miraglia, e di “ITALIANI DA SLEGARE. Contenzione, la vergogna del silenzio”) non si ferma al racconto dei singoli casi.

Allarga infatti il suo contributo alla ricerca delle cause, non ultime quelle insite nel Codice Civile e nell’attuale diritto di famiglia, offrendo anche spazio ai pregevoli contributi di Camillo Valgimigli (psichiatra), Gian Luca Vignale (consigliere regionale Piemonte) e Paolo Roat (Comitato Cittadini Diritti Umani-Sezione di Trento). “Situazioni pregiudizievoli”, “incapacità genitoriale”, “assenza di una rete genitoriale adeguata”, “problematiche sanitarie”, “altre situazioni pregiudizievoli per il minore”… Questi, come ben sintetizza la Manicardi, sono i “non motivi” contro i quali l’avvocato Miraglia si sta battendo in tutta Italia: una serie immensa di casistiche tutte definite da giudizi soggettivi, non sorretti da dati o fattori certi e documentati. Il risultato è che in Italia più di 26.000 bambini (stime 2009) sono condannati ad essere ORFANI CON I GENITORI IN VITA! Con un costo sociale, oltretutto, di circa 240 euro al giorno per ognuno di loro, per un totale di oltre 85.000 euro l’anno cadauno che ammonta complessivamente a più di 2 miliardi di euro ogni anno. Assistendoli a casa, nelle loro famiglie, si risparmierebbe almeno la metà e, soprattutto, si eviterebbe un trauma che segnerà loro e i loro familiari (genitori, fratelli, nonni, cugini, zii…) per tutta la vita.

Completano il libro i testi delle interrogazioni dei senatori Cristiano De Eccher e Giuliana Carlino, quello del Disegno di legge del sen. Franco Cardiello per l’abolizione del Tribunale dei Minori e infine, con una scelta anch’essa molto opportuna, l’intera rassegna stampa sul caso della piccola Anna Giulia (alias “Stella”) che, forse ancor più delle parole, spiega non solo il dramma di questa singola famiglia ma anche quanto clamore e disapprovazione abbia suscitato nell’opinione pubblica italiana. Infatti, per dirla con la Manicardi, “così non va. È ora di cambiare”.

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Litiga con l’assistente sociale e non le fanno vedere le figlie

Assistente sociale denunciata per mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice

Napoli. Una mamma di Prato (FI) ha denunciato un’assistente sociale del comune di Quarto, Napoli, per mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. La madre sostiene che il giorno 29 dicembre 2011 si è recata presso la dimora delle figlie per l’incontro prefissato, ma le è stato impedito di vederle. Ha chiamato l’assistente sociale per avere spiegazioni e lei le ha intimato di allontanarsi pena la segnalazione ai carabinieri. Inoltre il nonno le avrebbe riferito che anche le telefonate con le figlie erano state sospese. La sospensione delle visite e delle telefonate non è stata comunicata né alla mamma né all’avvocato che attualmente sono all’oscuro delle motivazioni della sospensione. L’unico avvenimento di rilievo sembra sia stata un’accesa discussione tra la mamma e l’assistente sociale occorsa nei giorni precedenti. La madre ha denunciato anche il fatto che l’assistente sociale avrebbe affermato più volte che lei non era una buona madre e che non voleva che le figlie stabilissero un legame stretto con lei.

“Se le indagini dimostreranno che le accuse della mamma sono fondate si tratta di un abuso molto grave. Impedire a una mamma, ma soprattutto impedire a tre bambine di abbracciare e baciare la loro mamma sulla scorta di un diverbio tra adulti è un fatto vergognoso. Soprattutto perché a farne le spese sono dei minori innocenti che nel periodo natalizio aspettavano la mamma con ansia e trepidazione. Ci auguriamo che la magistratura faccia luce sulla vicenda,” ha affermato il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani. Mentre il legale della mamma, Francesco Miraglia del foro di Modena, ha dichiarato: “Mi auguro che le istituzioni comunali prendano atto del comportamento di questa assistente sociale aprendo un’inchiesta interna, e che anche la Procura della Repubblica prenda in esame quanto denunciato e ne accerti l’eventuale responsabilità, con lo stesso impegno e professionalità che viene riservato alle altre inchieste.”

Il comitato denuncia da anni l’eccessiva invasività di assistenti sociali, psicologi e psichiatri nella vita delle famiglie. A volte, tramite valutazioni soggettive ed opinabili, psicologi e assistenti sociali inducono il Tribunale dei minori a prendere provvedimenti drastici e drammatici, sottraendo i figli alla famiglia, collocandoli nelle comunità, mettendoli poi sotto indagine, analisi e quant’altro. La famiglia, nella maggioranza dei casi, è totalmente impotente di fronte a questo sistema che opera con l’ausilio, se i genitori si rifiutano, della forza pubblica.

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DUE BAMBINI RINUNCIANO AI LORO REGALI PER I BAMBINI DEL VILLAGGIO SOS

Trento. Due bambini che ora sono tornati in famiglia ma che in passato avevano vissuto per circa un anno lontani dai loro genitori presso il Centro per l’Infanzia di Trento, hanno rinunciato a parte dei loro regali di Natale per donarli ai bambini del villaggio SOS e del Centro per l’Infanzia.

Regali raccolti

Consegna al villaggio SOS

I regali, raccolti da mamme e papà trentini a cui sono stati sottratti i figli, sono stati consegnati questa mattina da alcuni membri del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus al dottor Giuseppe Odorizzi, direttore del Villaggio del fanciullo SOS. L’iniziativa è nata dalla proposta di una mamma che desiderava offrire un Natale felice ai bambini del villaggio. Il comitato ha accolto con piacere la richiesta anche al fine di chiarire definitivamente che stima il lavoro del villaggio verso le decine di bambini accolti nelle strutture. Semmai le critiche del CCDU sono rivolte alle procedure dei servizi sociali e del tribunale dei minorenni, ma certamente non al villaggio.

I regali sono stati offerti alcuni privati e dai seguenti negozi (in ordine alfabetico):

GIOCHERIA TOP GIOCHI S.N.C. DI MAFFIA ANTONIO & C. Piazza Silvio Pellico 1, 38122, Trento
LUCKY STAR di YE LISHENG & C. SNC Via Vittorio Veneto 63, 38122, Trento
Regina Trento via Fermi Via Fermi 5, 38123, Trento
Trento Sviluppo – Superstore Big Center Centro Direzionale Trento Sud 1, Trento

Il comitato continuerà la campagna per la riforma dei servizi sociali e del tribunale dei minorenni al fine di dare a questi bambini il regalo che vorrebbero: un papà e una mamma da poter abbracciare e baciare.

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“Figlio sottratto all’amore del padre”

Uno scandianese disperato ha tenuto una conferenza stampa insieme al suo avvocato e allo psichiatra Alessandro Meluzzi

“Figlio sottratto all’amore del padre”

Un’associazione vicina a Scientology contesta l’uso di perizie psichiatriche per allontanare i bimbi

 

SCANDIANO – Un padre scandianese diviso dalla sua ex compagna non accetta che, in base a una perizia psichiatrica che lui contesta, possa vedere il figlio solo 2 ore alla settimana, e solo alla presenza di un educatore. L’uomo (non ne facciamo il nome per tutelare il bimbo, di 7 anni), ieri ha tenuto una conferenza stampa, organizzata dal Comitato dei cittadini per i diritti umani (fa capo a Scientology), assieme al noto psichiatria Alessandro Meluzzi, alla psicologa Cinzia Gimelli, già nella difesa di Sabrina nella vicenda Sarah Scazzi, e l’avvocatessa Brunella Bertani, che assiste il padre nella causa civile avviata per poter avere rapporti più liberi con il figlio. C’erano anche il portavoce del Ccdu Sandro Oneda e Paolo Roat, Ccdu di Trento.

La perizia alla base dell’allontanamento del bimbo dal padre è stata contestata e, più in generale, è stato contestato il far dipendere le decisioni dei tribunali minorili da valutazioni psichiatriche. Meluzzi, tra l’altro, dopo aver detto che in questo caso si è fatto « un uso improprio della diagnosi, in particolare per un uso improprio della classificazione dell’asse dei disturbi di personalità», e aver contestato il fatto che «nell’attività svolta in campo psichiatrico è intervenuta una delle parti in causa, dirigente psichiatrico nell’Asl locale», lamenta anche «una irrituale convocazione del padre presso il servizio di salute mentale per essere sottoposto a non meglio precisate terapie». La Gimelli ha poi criticato quegli psicologi, psichiatri ed assistenti sociali che «non utilizzano metodologie scientifiche nelle loro funzioni». Il Ccdu parla di 950mila bambini resi orfani di almeno uno dei due genitori: 32mila bimbi allontanati, di cui circa l’80% con motivazione di inidoneità genitoriale basate su perizie psichiatriche soggettive. Tra questi il Ccdu mette anche il noto caso di Anna Giulia.

Tratto dal Giornale di Reggio

“Figlio sottratto all’amore del padre”

“Figlio sottratto all’amore del padre”

 

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«Non sono pazzo, ridatemi mio figlio»

MINORI CONTESI La denuncia di un padre in guerra per vedere il piccolo di 7 anni

«Non sono pazzo, ridatemi mio figlio»

Il professor Meluzzi: «Uso improprio della psichiatria»

 

E’ un grido disperato quello lanciato dal un padre reggiano che da tre anni non può vedere liberamente il figlio per decisione del Tribunale dei minori di Bologna. Una situazione «atroce» e «ingiusta» per l’uomo – imprenditore agricolo di 47 anni – che dal 2009 si batte per ottenere la revoca del provvedimento.

Al suo fianco l’avvocato Brunella Bertani (che si appresta al ricorso in Cassazione), ma anche il Comitato dei cittadini per i diritti umani (Ccdu) e la psicologa forense Cinzia Gimelli e il professor Alessandro Meluzzi, psicologo di fama noto anche per le sue partecipazioni televisive. Meluzzi – ha visitato il padre e la sua valutazione è stata presentata alla Corte d’A ppello – ieri era in città per prendere posizione a fianco del 47enne. «Vi assicuro che questa persona sta bene», ha detto Meluzzi rilevando poi l’importanza del caso per «l’uso improprio della diagnosi e della nosografia psichiatrica» e per le implicazioni bioetiche visto che la madre «svolge attività in campo psichiatrico come dirigente psichiatrico dell’Ausl locale».

Tutto ha inizio nel 2005 – non indichiamo i nomi a tutela del figlio minorenne – quando il 47enne decide di separarsi dalla compagna. Il figlio di appena un anno si trova al centro di una battaglia legale. Il padre chiede l’affido condiviso che però – nel Da sinistra il professor Meluzzi, l’avvocato Bertani, Sandro Oneda (Ccdu), il padre di 47 anni e Paolo Roat (Ccdu) 2008 – viene negato dal Tribunale dei minori per l’eccessiva litigiosità tra genitori. Il bambino è affidato alla madre ma il padre può vederlo nei fine settimana.

Nel corso degli incontri però l’uomo ritiene che qualcosa non vada nel piccolo. Rileva mancanza di cure e perfino maltrattamenti e denuncia la madre che risponde chiedendo l’intervento del Tribunale dei minori perché – al contrario – ritiene che sia il padre a essere pericoloso per il piccolo. Si apre così un nuovo procedimento che si conclude con un forte limitazione degli incontri tra padre e figlio – due ore a settimana alla presenza di un educatore -. «E’ atroce non poter stare vicino al proprio figlio quando è lui stesso che chiede di vederti – commenta il padre – Il dramma è nel senso d’impotenza, nel fatto che non posso proteggere e tutelare mio figlio».

La decisione del Tribunale dei minori si basa anche su una perizia psichiatrica che ha diagnosticato all’uomo un “disturbo della personalità paranoide”.

Una valutazione contestata dalla difesa, dalla dottoressa Gimelli e dal professor Meluzzi. Le valutazioni dei due esperti sono contenute nel ricorso presentato dalla difesa e respinto dalla Corte d’Appello. Ora l’ultima speranza del padre è nella Cassazione.

Tratto da www.linformazione.com

«Non sono pazzo, ridatemi mio figlio»

«Non sono pazzo, ridatemi mio figlio»

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Caso Anna Giulia: Bologna. Corte di appello sospende adottabilita’ bimba

Bologna, 30 nov. (Adnkronos) – La Corte di Appello di Bologna ha sospeso la sentenza di adottabilita’ per Anna Giulia emessa dal Tribunale dei Minorenni di Bologna e ha convocato le parti per il 12 gennaio 2012. Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus e il Gruppo Facebook ”Insieme per Stella” che con il sostegno dell’Associazione Gesef (Genitori Separati dai Figli) stanno portando avanti una campagna di informazione pubblica verso un milione di cittadini sui minori sottratti alle famiglie e sulla vicenda di Anna Giulia si sono dichiarati molto soddisfatti: ”Questa e’ una grande vittoria per Anna Giulia, per i nostri figli e per la giustizia, ma continueremo la nostra battaglia finche’ Anna Giulia non sara’ tornata a casa”. Anche l’avvocato dei genitori della piccola, Francesco Miraglia, del foro di Modena, si e’ dichiarato molto soddisfatto: ”La decisione della Corte di Appello conferma quanto sostenuto dalla difesa e apre alla possibilita’ di ristabilire la verita’ su questa vicenda. Nello stesso tempo non mi lascia affatto sorpreso vista la tanta e quanta superficialita’ e pressapochismo c’e’ nelle motivazioni della sentenza dei giudici di primo grado”. ”Ci auguriamo che questo sia il primo passo verso una reale giustizia per Anna Giulia e per i 32.000 bambini sottratti alle famiglie”, conclude il Comitato.

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INFORMEREMO UN MILIONE DI CITTADINI SUL CASO DI ANNA GIULIA

Una campagna di informazione pubblica sui minori sottratti alle famiglie

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus e il Gruppo Facebook “Insieme per Stella”, con il sostegno dell’Associazione GESEF (Genitori Separati dai Figli), hanno annunciato il lancio di una campagna di informazione pubblica sui minori sottratti alle famiglie in cui saranno stampati un milione di volantini e organizzati tavoli informativi in tutt’Italia per informare i cittadini sulla vicenda di Anna Giulia e delle altre migliaia di bambini sottratti alle famiglie. I tavoli, saranno tenuti nelle città di Padova, Ravenna, Vicenza, Verona, Milano, Firenze, Roma, Bologna, Reggio Emilia, Genova, Trento e Bolzano, ma stanno arrivando richieste di altre mamme e papà che desiderano aiutare, come ad esempio a Napoli e Torino. Sui tavoli sarà possibile firmare una petizione per la riforma del tribunale dei minorenni e dei servizi sociali.

Anna Giulia è stata tolta ai genitori nel 2007 sebbene avessero un lavoro, una casa, non fossero criminali, tossicomani o violenti e nonostante un ottimo rapporto con la figlia, sulla sola base di una relazione in cui i servizi sociali giudicavano “fatiscente” la loro villetta. Dopo un percorso di due anni i servizi si sono ricreduti e hanno chiesto che Anna Giulia tornasse a casa. Ma il tribunale non ha accolto la loro richiesta e i genitori, rimasti del tutto inascoltati, come gesto estremo di protesta, hanno deciso di portarla via dall’istituto (Chi l’ha visto? ha lungamente trattato la vicenda). In seguito, disperati, l’hanno portata via una seconda volta, sono stati arrestati e si sono fatti 7 mesi di carcere per amore di loro figlia. Ora è stata persino resa adottabile in base a una perizia psichiatrica di “350 pagine” in cui genitori e bambina non sono mai stati visti insieme. L’avvocato dei genitori, Francesco Miraglia del foro di Modena, è ricorso in appello ma intanto la bambina non vede i genitori da ben 17 mesi. Per aiutare Anna Giulia su facebook è persino nato un gruppo per riportarla a casa che conta già più di 11.600 membri [http://www.facebook.com/groups/liberatestella/].

Ma il suo non è l’unico caso. Ricordiamo per esempio i casi dei genitori di Basiglio cui avevano sottratto i figli per un disegno osceno fatto da un’altra bambina, dei genitori di Torino ritenuti troppo anziani, della mamma di Trento considerata troppo accuditiva, e così via. E questa è solo la punta dell’iceberg. In Italia circa 32.000 bambini sono stati allontanati dai loro genitori. Nella gran parte dei casi il motivo era “incapacità e metodi educativi non idonei” o “impossibilità dei genitori a seguire i figli”. Un genitore di fronte a psicologi, psichiatri e assistenti sociali, può ritrovarsi accusato di colpe mai commesse, sulla base di opinioni soggettive proclamate come parere “medico” o “scientifico”.

A causa del dilagare di queste sottrazioni “superficiali”, recentemente sono state presentate svariate interrogazioni parlamentari da entrambi gli schieramenti politici. Ricordiamo i senatori Cristano De Eccher e Franco Cardiello (PdL), la senatrice Giuliana Carlino e il senatore Stefano Pedica (IdV), la senatrice Rita Bernardini (Radicali), l’onorevole Pier Paolo Zaccai (PdL) e molti altri. L’onorevole Pier Paolo Zaccai sta anche organizzando un convegno a Roma che si terrà il 30 novembre in cui verranno presentati 20 casi (uno per ogni regione) di malagiustizia minorile.

Oltre a informare i cittadini sulle ingiustizie perpetrate quotidianamente nei confronti dei bambini e delle famiglie a causa dell’incompetenza dei Servizi sociali sia dal punto di vista della formazione che della funzione, delle perizie psichiatriche di natura soggettiva che vanno a discapito della verità oggettiva e di un tribunale dei minorenni istituito nel periodo fascista che non rispetta di fatto i principi costituzionali del giusto processo e del contraddittorio, sui tavoli verranno raccolte le firme dei nostri concittadini a favore del disegno di legge 2844 di riforma del tribunale dei minorenni e dei servizi sociali.

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Disegno di legge per l’abolizione del tribunale dei minorenni

Roma. Il Senatore Franco Cardiello ha presentato un disegno di legge di abolizione del tribunale dei minorenni e di riforma dei servizi sociali. Da tempo questa riforma viene sollecitata a gran voce dalla comunità civile italiana, ma le istituzioni hanno continuato a fare orecchie da mercante a dispetto delle continue segnalazioni riportate dalla stampa. A ulteriore dimostrazione dell’opportunità di questa riforma, il comune di Roma Capitale ha recentemente approvato un ordine del giorno di riforma dei servizi sociali. Anche Imola ha approvato una riforma simile, mentre Verona e parecchi altri comuni si stanno aggregando.

La riforma proposta dal Senatore Cardiello oltre a chiedere l’istituzione di sezioni specializzate per la famiglia e per i minori al posto del tribunale dei minorenni, prende di mira proprio i servizi sociali e i professionisti nel campo della salute mentale; psicologi e psichiatri, in linea con quanto sostenuto da anni dal CCDU. Il DDL stabilisce che la sezione specializzata sia composta esclusivamente da giudici togati, rimuovendo gli psichiatri e gli psicologi dai tribunali. Nei confronti dei servizi sociali le misure sono ancora più drastiche dato che si prevede che siano costituiti nuclei di polizia giudiziaria presso le sezioni specializzate istituite nell’ambito della Procura della Repubblica, togliendo di fatto qualsiasi funzione giuridica agli assistenti sociali che tornerebbero dunque alla loro funzione originale di assistenza sociale.

Il Senatore ha saputo raccogliere svariati casi di violazioni dei diritti umani e costituzionali e condensare l’esperienza diretta di genitori, associazioni e professionisti. Ci auguriamo che questa riforma venga approvata velocemente al fine di riformare il sistema e impedire qualsiasi errore in materie talmente delicate come i minori e la famiglia.

Cliccando sull’immagine o link seguente è possibile scaricare la petizione che sostiene questo DDL.

Petizione figli sottratti

PETIZIONE: DIRITTO DEL MINORE A UNA FAMIGLIA

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LA GENITORIALITA’ SALVA LA FAMIGLIA – MANIFESTAZIONE NAZIONALE

Mercoledì 5 ottobre ore 13.00 – ROMA – MONTECITORIO

Uniamo mamme e papà, nonne e nonni, associazioni, movimenti e cittadini
per sostenere e proteggere la famiglia

Nella storia dell’umanità la famiglia e la genitorialità hanno sempre avuto un ruolo essenziale, sia sociale che morale. Negli ultimi decenni si è assistito a uno svilimento dell’autonomia e del ruolo fondamentale della famiglia e della genitorialità. Si assiste al dramma di centinaia di migliaia di bambini, mamme, papà, nonne e nonni, separati di fatto dai loro affetti più cari con gravissime conseguenze, anche estreme.

Le principali cause di tale degrado sono:
• Incompetenza dei Servizi sociali, sia dal punto di vista della formazione che della funzione.
• Perizie psichiatriche di natura soggettiva che vanno a discapito della verità oggettiva.
• Un Tribunale dei minorenni istituito nel periodo fascista che non rispetta di fatto i principi costituzionali del giusto processo e del contraddittorio.

Il sistema attuale è incapace di ascoltare e gestire la naturale conflittualità e problematiche della famiglia moderna. Ma in un paese normale, chi si occupa di famiglie, ha il dovere di ascoltare le istanze della società civile che è fondata sui legami familiari.
Prima ancora dei diritti civili vengono i diritti umani e naturali di godere dell’affetto e della possibilità di comunicare, abbracciare e baciare i propri cari. Questo diritto naturale e fondamentale di ogni bambino viene spesso negato.

Con questa manifestazione nazionale desideriamo manifestare il nostro disagio di mamme, papà, parenti e comuni cittadini. Desideriamo unire tutti i cittadini, le associazioni, i movimenti e i semplici cittadini per sostenere e proteggere la famiglia, aldilà delle contrapposizioni ideologiche e di genere. Vogliamo che la nostra voce venga ascoltata e richiamare la politica e la società verso lo scopo comune di salvare la famiglia.

PARTECIPA ALLA MANIFESTAZIONE

Scarica il volantino della manifestazione:

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MANIFESTAZIONE DAVANTI AI SERVIZI SOCIALI DI CREAZZO (VI)

PERCHÉ NON VI SIANO PIÙ BAMBINI ORFANI CON GENITORI IN VITA

La vicenda di Michela e Roberta (nomi di fantasia) inizia anni fa su una falsa accusa nei confronti del padre delle bambine. I genitori nella loro innocenza e semplicità accettano persino di essere seguiti dagli psicologi del centro che ha in custodia le bambine e che in seguito relazioneranno contro i genitori. Nonostante le schiaccianti evidenze a favore dei genitori il tribunale di primo grado dichiara l’adottabilità delle piccole ma in seguito il tribunale d’appello ribalta completamente la sentenza ristabilendo giustizia. Si riconosce anche implicitamente l’imparzialità dei servizi sociali e si decreta l’assegnazione della pratica a un ufficio differente e il graduale ritorno in famiglia delle bambine. In palese violazione del decreto del tribunale non solo viene mantenuta la vecchia assistente sociale ma secondo la stessa il “graduale” ritorno delle bambine a casa dovrebbe avvenire con visite protette di un’ora al mese. È ora di fare giustizia e di restituire una vita felice alle bambine nella loro famiglia.

Potrebbe succedere anche a voi ! Questo caso non è unico. Abbiamo raccolto molti casi in cui la motivazione per l’allontanamento stava SOLO NELLA TESTA DELLO PSICHIATRA, senza prove oggettive e persino in contrasto con i fatti reali.

UN CERTO TIPO DI PSICOLOGI, PSICHIATRI E ASSISTENTI SOCIALI
HA IL POTERE DI DECIDERE SE SEI “IDONEO” COME GENITORE !!!

Se fanno una perizia sulla tua famiglia, se sostengono circostanze NON corrispondenti alla realtà, opinioni o fatti soggettivi, un qualsiasi Giudice potrebbe toglierti tuo figlio senza che tu possa fare niente per difenderti.

PENSI CHE QUESTE COSE CAPITINO SOLO AGLI ALTRI?

NESSUNA FAMIGLIA È AL SICURO !!!

PARTECIPA ANCHE TU ALLA MANIFESTAZIONE !!!

Venerdì 22 luglio 2011 ore 9:00 – 12:00 — Viale Italia 14, CREAZZO (VI)

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