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	<title>Cresco a casa</title>
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	<description>Il minore ha diritto di essere educato nell’ambito della propria famiglia</description>
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		<title>Contestata la presenza dell&#8217;avvocato Scarpati agli Stati Generali della Giustizia Familiare</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 13:41:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono amministratrice del gruppo  FB “Insieme per Stella”, nato per sostenere la famiglia Camparini Ho notato leggendo il Programma del II° Congresso Nazionale A.N.F.I II° Edizione Stati Generali della Giustizia Familiare che tra gli ospiti invitati a parlare c’è l’avvocato &#8230; <a href="http://www.crescoacasa.com/contestata-la-presenza-dellavvocato-scarpati-agli-stati-generali-della-giustizia-familiare">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono amministratrice del gruppo  FB “Insieme per Stella”, nato per sostenere la famiglia Camparini</p>
<p>Ho notato leggendo il Programma del <strong><a href="https://www.facebook.com/events/319203561484355/">II° Congresso Nazionale A.N.F.I II° Edizione Stati Generali della Giustizia Familiare</a></strong> che tra gli ospiti invitati a parlare c’è l’avvocato Marco Scarpati. Sicuramente non tutti sanno il ruolo di questa persona nella vicenda di Anna Giulia e credo che ne dobbiate venire a conoscenza. Anna Giulia è stata tolta ai genitori nel 2007 nonostante avessero un lavoro, una casa, non fossero criminali, tossicomani o violenti e nonostante un ottimo rapporto con la figlia, sulla sola base di una relazione in cui si giudicava “fatiscente” la loro villetta. Dopo un percorso di due anni i servizi si sono ricreduti e hanno chiesto che Anna Giulia tornasse a casa. Ma nonostante ciò, è stata resa adottabile soprattutto in base a una perizia psichiatrica di “350 pagine” in cui genitori e bambina non sono mai stati visti insieme. Scarpati è l’avvocato della nonna materna della bambina che <strong>ne ha chiesto lo stato di adottabilità, precisando che a 18 anni se vuole tornerà da sola</strong>, come potete leggere sull’articolo del Resto Del Carlino del 30 Marzo scorso.</p>
<p>A mio parere e anche secondo i 12.700  iscritti al gruppo, un avvocato come lui, presente in molte associazioni che dovrebbero tutelare i bambini avrebbe dovuto avere il buonsenso di mediare e cercare di riportare al vero ruolo che una nonna dovrebbe avere la sua cliente.</p>
<p>Come rappresentante del gruppo ho sempre assistito alle varie udienze per questa bambina e mi sono un po’ sorpresa anche dell’amicizia che ostenta con la tutrice, prima di ogni udienza li ho sempre notati insieme a dialogare, mentre ignoravano tutti e 2 la famiglia Camparini, altra cosa  letta su Telereggio che ci è sembrata strana è che la tutrice prima di dare in affido Anna Giulia abbia avvertito solo lui del fatto che doveva farlo dato che la bambina era sofferente e anche qui è stata ignorata la famiglia.</p>
<p>In ultimo avrei una curiosità, una domanda che mi pongo, perché l’avvocato della nonna non ha obbiettato sul fatto che la seconda e ultima udienza dell’appello, che ha riconfermato la sentenza di adottabilità della bambina sancita dal Tribunale dei minori di Bologna dopo che l’appello stesso aveva sospeso perché non ci vedeva chiaro, fosse Presieduta dalla giudice Daniela Magagnoli ex giudice del tribunale dei minori di Bologna (<a href="http://www.minoriefamiglia.it/download/programma_taranto.pdf">http://www.minoriefamiglia.it/download/programma_taranto.pdf</a>), e perché non si è accertato che ai genitori fossero  date tutte le chance e le possibilità di dimostrare la loro genitorialità, chi ama i bambini si accerta del vero stato dei fatti, chi ama i bambini non può pensare che è il loro bene vivere senza la sua mamma e il papà che li amano e non li maltrattano.</p>
<p>Spero che sia cosa gradita questa precisazione che mi sono sentita di fare nel rispetto di Anna Giulia, una bambina che come tutti i bambini merita che chi lotta per loro sia coerente …predicare bene e razzolare male non è certamente il bene supremo del minore che tutti cercano, ma che qualcuno non sa nemmeno cosa sia. Grazie per l’attenzione.</p>
<p>Cordialmente saluto,</p>
<p>Pannocchi Rossella  e gruppo Insieme per Stella</p>
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		<title>Assistenti sociali solerti solo quando devono togliere i figli?</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 18:21:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La città di Trento assurge nuovamente alle cronache per l’operato del servizio sociale così tanto elogiato dall’assessore Ugo Rossi e dall’assessore Plotegher, così come  l’operato delle case famiglia a cui questo servizio si rivolge. Mamma Nicole ha il problema dell’uso &#8230; <a href="http://www.crescoacasa.com/assistenti-sociali-solerti-solo-quando-devono-togliere-i-figli">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr">
<p>La città di Trento assurge nuovamente alle cronache per l’operato del servizio sociale così tanto elogiato dall’assessore Ugo Rossi e dall’assessore Plotegher, così come  l’operato delle case famiglia a cui questo servizio si rivolge.</p>
<p>Mamma Nicole ha il problema dell’uso di stupefacenti, ed avendo necessità di essere seguita da una struttura idonea viene inviata da una assistente del servizio sociale presso la casa famiglia Padre Angelo di Trento insieme al figlioletto all’epoca di sei mesi. Qui dovrebbe essere seguita in primis dall’ente inviante e dalla struttura ospitante che risulterebbe idonea così come da statuto alla presa in carico di soggetti critici ed ai figli di questi. Succede che il tempo passa, per l’esattezza quasi due anni dove mamma Nicole viene parcheggiata in questa struttura. Perché diciamo parcheggiata? Perché nonostante necessiti essere seguita con adeguate terapie volte alla disintossicazione ed a un corretto inserimento nella società civile, viene invece abbandonata da chi ha proposto l’inserimento nella struttura di cui sopra e dagli stessi operatori della casa famiglia che non si adoperano per un percorso riabilitativo, ma dimenticano Nicole che continua nel suo percorso trasgressivo a fare uso saltuariamente di sostanze acquistate in paese.</p>
<p>E succede che mamma Nicole rimanendo incinta nuovamente partorisce pochi giorni fa, ma subito dopo il parto viene a sapere dalla solerte assistente sociale che mentre partoriva il suo primo figlio è stato trasferito in una nuova struttura con motivazioni ancora da accertare. Sorge spontaneo a questo punto domandarsi come mai si sia dovuto ricorrere solo in quel momento e così proditoriamente, stante le condizioni di una madre che ha appena partorito a questa soluzione quando lo stato di Nicole era conosciuto da sempre e nulla era stato attivato a suo sostegno.</p>
<p>Antonella Flati, presidente dell’associazione Pronto Soccorso Famiglia, in concerto con il consigliere comunale di Trento Gabriella Maffioletti, dichiara di voler avviare in merito una interrogazione alla Commissione Parlamentare per i Minori in cui chiederà l’immediata rimozione dell’assistente sociale che, oltre ad aver chiesto  l’onerosa collocazione in istituto di mamma Nicole, ha ignorato le sue reali necessità di cura e riabilitative non attivando i percorsi del caso.</p>
<p>Giova infine precisare che mamma Nicole durante i fine settimana si appoggiava alla propria famiglia ritenuta idonea dal servizio a svolgere un ruolo di supporto per ella, attorniata quindi dall’affetto di genitori e fratelli dove questa trascorreva il fine settimana e pertanto una importante risorsa per il collocamento almeno del minore che potrebbe essere seguito così da familiari piuttosto che essere rinchiuso in una nuova comunità sterile degli affetti di cui un bambino sicuramente necessita. Del caso se ne occuperà l’ormai noto Avvocato Francesco Miraglia del foro di Modena, presidente del comitato scientifico dell’associazione P.S.F. che si occuperà del risvolto legale</p>
<p>A.S.</p>
</div>
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		<title>Sarà dimessa la ragazza molestata nella comunità Lilium</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 12:04:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Trento. La ragazza trentina che recentemente era salita all’onore delle cronache a causa della denuncia di molestie sessuali nei confronti di un infermiere della comunità psichiatrica Lilium (Abruzzo) è stata dimessa e potrà tornare in Trentino. La vicenda, assieme ad &#8230; <a href="http://www.crescoacasa.com/sara-dimessa-la-ragazza-molestata-nella-comunita-lilium">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Trento.</strong> La ragazza trentina che recentemente era salita all’onore delle cronache a causa della denuncia di molestie sessuali nei confronti di un infermiere della comunità psichiatrica Lilium (Abruzzo) è stata dimessa e potrà tornare in Trentino.</p>
<p>La vicenda, assieme ad altre, era stata segnalata dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani di Trento ed era stata portata all’attenzione della Commissione parlamentare per l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza presieduta dall’on. Alessandra Mussolini da Antonella Flati di Pronto Soccorso Famiglia. Su questa vicenda sono state presentate interrogazioni anche dal consigliere comunale di Trento Gabriella Maffioletti e dal consigliere provinciale Bruno Firmani nei rispettivi ambiti di competenza.</p>
<p>A seguito delle richieste presentate dall’avvocato Francesco Miraglia la comunità ha deciso di dimettere la ragazza. Secondo quanto riferito ai genitori la ragazza è stata dimessa per “disaccordi con i genitori”, mentre in primo luogo sembra sia stata ricoverata dalla dott.ssa Michela Agrimi dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile per “sospetta sindrome bipolare”.</p>
<p>La Cooperativa Lilium è un centro per la cura e il ricovero di minori con gravi disturbi psichiatrici e in base a una convenzione i nostri ragazzi trentini vengono mandati in questa comunità. La ragazza aveva ripetuto più volte che non era una struttura adatta a lei manifestando ripetutamente la sua volontà di uscire e scappando ben quattro volte dalla comunità, ma nessuno l’aveva ascoltata. Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani di Trento è soddisfatto dell’apertura dei servizi sociali e si augura che questo possa essere un primo passo verso comportamenti più rispettosi dei diritti umani.</p>
<p>Ora la ragazza dovrà essere disintossicata dai pesanti farmaci che le sono stati somministrati in comunità e ci auguriamo che potrà riprendere una vita serena e normale.</p>
<p>Tratto da: ccdu.org</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ritrovati i fratellini scomparsi «Volevamo riabbracciare papà»</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 12:02:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Affidati a una famiglia di Bedollo, si erano persi nel bosco cercando di raggiungere Segonzano. Hanno trascorso una notte al freddo: «Ci siamo organizzati, lo abbiamo imparato dalla tv» BEDOLLO -TN. Una storia da libro “Cuore”, quella vissuta dai due &#8230; <a href="http://www.crescoacasa.com/ritrovati-i-fratellini-scomparsi-volevamo-riabbracciare-papa">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Affidati a una famiglia di Bedollo, si erano persi nel bosco cercando di raggiungere Segonzano. Hanno trascorso una notte al freddo: «Ci siamo organizzati, lo abbiamo imparato dalla tv»</em></p>
<p>BEDOLLO -TN. Una storia da libro “Cuore”, quella vissuta dai due ragazzini (dieci anni o giù di lì) fuggiti da casa nel primo pomeriggio di domenica scorsa. Occorre dire subito che sono stati ritrovati fortunatamente sani e salvi nelle prime ore di ieri dopo una notte e mezza giornata di mobilitazione generale per ritrovarli. Li hanno trovati appunto ieri mattina nei pressi di Segonzano dopo che si erano allontanati dalla loro abitazione a Bedollo nell’alta Valle di Piné.<br />
Il caso ha voluto che venissero intercettati appena qualche ora dopo la denuncia della loro scomparsa. «Siamo due del posto a passeggio», si erano giustificati rispondendo alla precisa domanda «Siete voi due quelli che cercano?». Ma alla sicurezza dimostrata (di domenica pomeriggio, è anche decisamente normale vedere due ragazzi a spasso), i soccorritori che li avevano incrociati nel corso delle ricerche, si erano convinti e la giustificazione è stata presa per buona. Invece erano proprio loro. Erano partiti da Bedollo arrivando ancora in giornata fino a “Erla”, una località di Montagnaga di Piné. Da qui, verso ovest si arriva in Cembra e quindi a Segonzano. Lo hanno capito tutti, ma dopo, perché erano diretti a Segonzano. Lì abita il papà e i due fratellini avevano un gran desiderio di riabbracciarlo.<br />
I due, fratelli, sono in affido temporaneo a una famiglia di Bedollo (il terzo fratello è in affido in Val di Fiemme). Sembra che la loro famiglia non sia in grado di accudirli. Il fatto è che devono aver programmato il tutto e con particolare cura: «Lo abbiamo visto fare in televisione &#8211; hanno poi avuto modo di raccontare &#8211; e ci siamo organizzati». «Volevamo riabbracciare papà che ci manca tanto», hanno confessato ai soccorritori e allo psicologo che poi li ha assistiti . Hanno anche ammesso di non conoscere molto bene la zona. A 10 anni non è facile trovare la strada giusta. E probabilmente l’aver chiesto informazioni deve averli in qualche modo traditi. Certamente, hanno dovuto (e lo sapevano) trascorrere l’intera notte nei boschi, dopo aver allestito una sorta di pagliericcio con i rami degli alberi. Una volta tanto, gli “insegnamenti” in televisione sono risultati particolarmente utili. Non hanno patito nemmeno tanto freddo ed erano organizzati anche per questo aspetto. Occorre dire infatti che nella notte tra domenica e lunedì, le montagne si sono imbiancate anche a bassa quota. E quindi la temperatura era di poco superiore allo 0. Non deve essere stato piacevole dormire all’addiaccio. Ma si sa, il papà e il papà e per loro evidentemente la nostalgia aveva preso il sopravvento, ma si erano organizzati alla meglio seguendo le “istruzioni” in tv.</p>
<p>Tratto da: trentinocorrierealpi.gelocal.it</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Trento. Maffioletti, OdG e dibattito sui genitori separati. Flati: documento bocciato come in URSS</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Apr 2012 06:43:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi si è discusso un importante documento (mozione n. 5.419) in Consiglio comunale a Trento che aveva come oggetto: &#8220;aiutare i genitori separati&#8221; documento che poneva al centro della attenzione amministrativa la lacerante situazione in cui versa anche &#8230; <a href="http://www.crescoacasa.com/trento-maffioletti-odg-e-dibattito-sui-genitori-separati-flati-documento-bocciato-come-in-urss">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi si è discusso un importante documento (mozione n. 5.419) in Consiglio comunale a Trento che aveva come oggetto: &#8220;aiutare i genitori separati&#8221; documento che poneva al centro della attenzione amministrativa la lacerante situazione in cui versa anche in Trentino una statistica sommersa di ca. 500 padri separati (4 su 10 sono i casi di separazione).</p>
<p>Dopo un ampio dibattito che ha toccato i vari aspetti economici, umani, di solitudine in cui la categoria versa da anni, l&#8217;Assessore alle politiche sociali Violetta Plotegher nell&#8217;intervento a replica ha in ogni modo celebrato l&#8217;esistente e ha sostenuto, in modo un po’ goffo, che già l&#8217;amministrazione comunale sta facendo tanto per i bisogni dei padri separati. Peccato che nella realtà i fatti da noi conosciuti, palpabili ed appurabili attraverso i numeri ma anche denunciati di recente dalla neo-costituita &#8220;associazione dei Padri separati&#8221;, non corrispondano al livello degli standard qualitativamente offerti dai soggetti erogatori di servizi sociali e riconosciuti sul territorio.</p>
<p>I consiglieri a favore sono stati: Cia C., Coradello A., Giugni G., Giuliani B., Maffioletti G., Manuali G., Piffer G., Tomasi M., Villotti C. e De Eccher M. <strong>I consiglieri che hanno espresso voto contrario sono stati: Andreatta A. (che è anche Sindaco di Trento), Calza R., Di Camillo I., Franceschini, Pedrini S., Purin R., Robol A., Salizzoni A., Salvati N., Santini F., Scalfi G., Serra P., Trainotti L.</strong> Non votanti 4, astenuti 15, assenti 8 consiglieri.</p>
<p>La bocciatura di questo ordine del giorno, a ben vedere, è del tutto simile al destino che è stato riservato a quello della rivisitazione del ruolo dei servizi sociali (presentato la prima decade di luglio dello scorso anno), stilato affinché il Comune di Trento, in quanto provincia autonoma a statuto speciale (con poteri di legiferare in virtù del proprio status di autonomia in materia) potesse operare una sorta di &#8220;rivoluzione copernicana&#8221; in materia di bisogni collegati alla persona ed alla famiglia in senso lato. &#8220;Così non è stato&#8221;, afferma Antonella Flati, &#8220;ed anche questa volta sembra che abbia prevalso una chiara questione ideologica e di evidente contrapposizione politica in una materia &#8211; quella dei bambini e dei genitori &#8211; che non dovrebbe prevedere logiche di &#8220;casacca&#8221; ma solo i bisogni da soddisfare. La circostanza che a proporre l&#8217;ODG sia stata una consigliere comunale, Gabriella Maffioletti, che da oltre due anni sta lavorando con tenacia e costanza sulle vicende degli allontanamenti dei minori dalla famiglia di origine pone seri interrogativi sulla opportunità di affidare incarichi così delicati (come quello di assessore) a persone che, spinte da interessi di bottega, non siano capaci di esprimere un pensiero autonomo. E&#8217; un caso che la stessa Maffioletti &#8211; che ha proposto l&#8217;ODG &#8220;aiutare i genitori separati&#8221; &#8211; sia lo stesso soggetto politico che a settembre è stata oggetto di indagine ricognitiva (costata, pare, la bellezza di quasi 5mila euro di soldi pubblici) volta a verificare la perseguibilità di alcune iniziative che avevano &#8220;dato fastidio&#8221; al sistema delle comunità di accoglienza e, soprattutto, ai servizi sociali ?&#8221;.</p>
<p>Ricordiamo che Gabriella Maffioletti aveva, su espressa delega rilasciata dagli utenti del comune, accompagnato in alcune occasioni di incontro con i servizi sociali i soggetti coinvolti dai provvedimenti giudiziari per stabilire le modalità di frequenza degli incontri e delle visite protette ai loro figli momentaneamente sottratti alla loro custodia. Quella stessa parte politica che oggi boccia un altro suo ODG (socialmente valido), a suo tempo evidenziò, anziché le giuste prerogative del consigliere comunale, un improbabile &#8220;intralcio di pubblico esercizio perseguibile dalla legge&#8221;.</p>
<p>&#8220;Pertanto&#8221;, prosegue la Flati, &#8220;con la bocciatura del nuovo ODG teso ad aiutare i genitori separati, a Trento si è così assistito ad un altro spettacolo di statalismo sovietico perpetrato ai danni di tutta una grande fetta di cittadinanza che sperava di poter in tempi relativamente congrui vedersi riconosciuto un aiuto concreto da parte del governo cittadino&#8221;.</p>
<p>Fonte: adiantum.it</p>
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		<title>Campagna di informazione e sensibilizzazione sui minori sottratti alle famiglie</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 16:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Trento. Nel corso del mese di marzo alcuni genitori e cittadini sensibili ai problemi dei minori hanno organizzato una campagna di informazione, sensibilizzazione sulla problematica che vede il Trentino collocato al secondo posto, dopo la Liguria, per minori sottratti alle &#8230; <a href="http://www.crescoacasa.com/campagna-di-informazione-e-sensibilizzazione-sui-minori-sottratti-alle-famiglie">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Trento. </strong>Nel corso del mese di marzo alcuni genitori e cittadini sensibili ai problemi dei minori hanno organizzato una campagna di informazione, sensibilizzazione sulla problematica che vede il Trentino collocato al secondo posto, dopo la Liguria, per minori sottratti alle famiglie. Il nucleo dell’iniziativa è formato da un gruppo di genitori che oltre a lottare in modo responsabile per tutelare i propri figli collaborando con le parti sane dei servizi sociali, desidera anche aiutare gli altri genitori che si trovano a scontrarsi con il sistema invece di essere aiutati dal sistema. Ai cittadini è stata illustrata una serie di dettagliate richieste confluite in una piattaforma di rivendicazioni. L&#8217;iniziativa era volta anche a offrire un valido punto di ascolto e di promozione sociale soprattutto per coloro che, senza evidenti riscontri oggettivi, vivono in silenzio e omertà il dramma dell&#8217;allontanamento di un figlio dal proprio nucleo di origine.</p>
<p>L’iniziativa è andata molto bene con centinaia di persone che si sono fermate ai tavoli informativi e con la raccolta di oltre 1200 firme per la riforma del sistema minorile (629 a sostegno del DDL 2844 per l’abolizione del tribunale dei minorenni e la riforma dei servizi sociali e 520 a sostegno della proposta di delibera comunale per la riforma dei servizi sociali di Trento presentata dal consigliere comunale Gabriella Maffioletti). La reazione della gente comune alle tematiche proposte è stata di sostanziale sostegno all’iniziativa. La percezione comune sui servizi sociali di Trento ci mostra un quadro alquanto fosco: generalmente gli assistenti sociali sono visti dalla popolazione come persone arroganti, insensibili e incapaci di capire i reali bisogni della gente. Abbiamo potuto registrare una sostanziale sfiducia e diffidenza della popolazione verso i servizi. Le motivazioni di questa sfiducia e diffidenza venivano fatte risalire a precedenti contatti con i servizi, sia personali che di parenti, amici e conoscenti. Alcune persone in difficoltà ci hanno persino raccontato di non essersi rivolti ai servizi sociali per paura delle conseguenze. Purtroppo i pochi assistenti sociali che si sono avvicinati al tavolo hanno confermato il giudizio della gente. Sebbene siamo certi che ci siano degli assistenti sociali che fanno il loro lavoro con dedizione e altruismo e che sono pronti a mettersi in discussione, gli operatori dei servizi che hanno parlato con noi hanno sostanzialmente polemizzato invece di cercare di capire le ragioni della campagna. Secondo loro il problema è completamente imputabile alle famiglie, e questi operatori o assistenti sociali non hanno mai messo in discussione il proprio operato. Un’assistente sociale si è addirittura scagliata contro i genitori che avevano aderito all’iniziativa. Secondo lei il solo fatto di criticare i servizi sociali era la dimostrazione delle loro problematiche famigliari. Una posizione assurda e persino ridicola da un punto di vista logico; purtroppo non possiamo ridere al pensiero che una persona talmente rigida e irrazionale possa tenere nel palmo della sua mano la vita di bambini innocenti.</p>
<p>Al tavolo informativo si sono fermate decine di persone per raccontare la loro storia. Ne raccontiamo alcune. Sono tutte storie accadute nella nostra provincia. Questa è la visione delle famiglie che forse non corrisponde a quella dei servizi: ma la quantità di storie e la stessa apparente incomunicabilità tra le famiglie e i servizi ci dimostrano chiaramente che c’è un problema grave e che è necessaria una riforma urgente, perché a causa di queste incomprensioni “tra adulti” ci sono dei bambini che soffrono.</p>
<p>Una ragazza ci ha raccontato di aver firmato per uscire dalla casa famiglia e tornare dai genitori il giorno stesso del compimento del suo diciottesimo anno di età. Ci ha detto chiaramente che le valutazioni dei servizi sociali e del tribunale sulla sua famiglia erano completamente sbagliate e che ora è felice nella sua famiglia. Ci ha anche raccontato che tutti i bambini in quella comunità hanno dei genitori ancora in vita e che la stragrande maggioranza vorrebbe tornare a casa.</p>
<p>Una mamma ci ha raccontato di aver avuto un problema psicologico che poi è peggiorato quando per questo le hanno tolto la bambina di soli due anni. Faticosamente è riuscita a risalire la china e dopo ben sei anni il giudice ha deciso che la bambina doveva tornare a casa. Stranamente a quel punto la bambina, con cui aveva dei rapporti ottimi, ha cominciato a rifiutarla e a non voler uscire dalla casa famiglia. Se confermato sarebbe un caso assurdo di alienazione genitoriale da parte di una struttura per l’infanzia.</p>
<p>Un papà ci ha raccontato che alla morte della moglie, invece di aiutarlo a tenere i bambini a casa, questi gli sono stati sottratti perché non riusciva a seguirli per problemi di lavoro. Questo è stato un trauma per i bambini. Ora si è risposato e i bambini sono tornati in famiglia.</p>
<p>Una mamma aveva ottenuto dal giudice la possibilità di uscire dalla casa famiglia con suo figlio. Purtroppo il giorno prima di uscire ha fatto l’errore di segnalare alcuni problemi della casa famiglia all’assistente sociale e ora è costretta a rimanere lì un altro mese.</p>
<p>Due mamme ci hanno raccontato di aver vissuto per due anni in una casa famiglia con i figli. Ora sono uscite e vivono a casa loro con i loro figli. Ci hanno detto che in casa famiglia erano terrorizzate. Gli operatori le controllavano costantemente e loro vivevano nella costante paura di fare qualcosa di sbagliato e perdere i loro figli. Per amore dei bambini hanno sopportato in silenzio queste continue angherie e sono riuscite a uscire.</p>
<p>Due genitori ci hanno raccontato di aver perso le figlie per sospetti di pedofilia. Dopo che il padre è stato completamente scagionato hanno dovuto passare altri cinque anni d’inferno per riavere le figlie. Quando hanno restituito loro le bambine si sono scusati per lo sbaglio, ma le bambine hanno subito dei traumi che si portano ancora dentro.</p>
<p>Una mamma ci ha raccontato di essere indagata dai servizi sociali sulla sola base di una lettera denigratoria dell’ex marito. Il tribunale, senza neppure ascoltarla ha decretato di verificare la sua “sanità mentale” nonostante il figlio stia bene, il padre abbia rapporti normali e regolari e regolari con il figlio e l’unica “prova” a suo carico sia la lettera dell’ex coniuge.</p>
<p>Le prossime azioni del coordinamento saranno la richiesta di audizione da parte dei terminali competenti al fine di informarli e avviare un percorso di soluzione del problema.</p>
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		<title>La mamma di Prato rivedrà le sue figlie</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Apr 2012 09:55:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Corte di appello ha di Napoli ha annullato la decisione dei servizi sociali di sospendere le visite Napoli. La mamma di Prato (FI) che nel gennaio del 2012 aveva denunciato un’assistente sociale del comune di Quarto, Napoli, per mancata &#8230; <a href="http://www.crescoacasa.com/la-mamma-di-prato-rivedra-le-sue-figlie">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><em>La Corte di appello ha di Napoli ha annullato<br />
la decisione dei servizi sociali di sospendere le visite</em></p>
<p><strong>Napoli</strong>. La mamma di Prato (FI) che nel gennaio del 2012 aveva denunciato un’assistente sociale del comune di Quarto, Napoli, per mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice rivedrà le sue figlie. Riportiamo la nota dello studio legale: “<em>La mamma di Prato, assistita e accompagnata dal suo avvocato del foro di Modena, il 24 gennaio, durante la trasmissione: “Storie vere di Uno Mattina su Rai Uno, testimoniava la sua triste vicenda. Malmenata, offesa, maltrattata, si rivolgeva al servizio sociale di Quarto, il quale come soluzione provvedeva ad allontanare le sue tre bambine. Lo stesso servizio in primis disponeva gli incontri protetti madre/figlia un’ora ogni 15 giorni, dopo di che dal 29 dicembre, senza alcuna spiegazione sospendeva completamente gli incontri tra le bambine e la loro madre. Il 22 febbraio, avanti al Corte di Appello di Napoli si celebrava l’udienza di comparizione ove l’avvocato Miraglia tra le altre cose, chiedeva la necessità e la legittimità del ripristino immediato degli incontri. Ebbene, arriva per queste tre bambine un primo spiraglio di luce: nella mattina di mercoledì 29 marzo veniva notificato un provvedimento dalla Corte d’appello dove, oltre l’obbligo di integrare il contraddittorio, disponeva l’immediato ripristino degli incontri madre/figlia almeno con cadenza settimanale.</em>”</p>
<p>Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani ha accolto con soddisfazione la sentenza che rida finalmente un po’ di giustizia a questa famiglia. Ma il comitato ricorda che ci sono migliaia di bambini allontanati dai genitori a causa di valutazioni soggettive e opinabili di psicologi, psichiatri e assistenti sociali e che è necessaria e urgente una riforma del sistema che limiti i poteri di queste figure professionali.</p>
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		<title>GIUDICE MAURIZIO MILLO: GOODBYE DA SAN MARINO!</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 14:16:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il gruppo “insieme per Stella”  dimostra soddisfazione per l’articolo uscito sul giornale di San Marino in data odierna, soddisfazione che un altro Stato (San Marino) abbia preso provvedimenti verso un giudice anche facendo notare le ingiustizie subite da una bambina, Anna &#8230; <a href="http://www.crescoacasa.com/giudice-maurizio-millo-goodbye-da-san-marino">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">Il gruppo “insieme per Stella”  dimostra soddisfazione per l’articolo uscito sul giornale di San Marino in data odierna, soddisfazione che un altro Stato (San Marino) abbia preso provvedimenti verso un giudice anche facendo notare le ingiustizie subite da una bambina, Anna Giulia Camparini.</div>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignleft" style="width: 336px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="GIUDICE MAURIZIO MILLO: GOODBYE DA SAN MARINO" src="http://www.giornale.sm/wp-content/uploads/2012/02/MILLO-PROTESTA.jpg" alt="GIUDICE MAURIZIO MILLO: GOODBYE DA SAN MARINO" width="326" height="323" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">GIUDICE MAURIZIO MILLO: GOODBYE DA SAN MARINO</dd>
</dl>
<p>Ringrazia il direttore del giornale di San Marino Marco Severini, per la grande sensibilità e professionalità dimostrata, ma allo stesso tempo esprime amarezza riguardo al fatto che questo giudice abbia avuto e abbia in mano il destino di tanti bambini, bambini innocenti che si vedono derubati della loro infanzie, dei loro sentimenti e che porteranno nel tempo i segni di quanto subito.</p>
</div>
<p>Cordiali Saluti</p>
<p>Gruppo fb “insieme per Stella”  Pannocchi Rossella</p>
<p><a href="http://www.giornale.sm/giudice-maurizio-millo-goodbye-da-san-marino/">http://www.giornale.sm/giudice-maurizio-millo-goodbye-da-san-marino/</a></p>
<p>Il Giudice Maurizio Millo è stato sostituito come membro supplente del Collegio dei Garanti della Repubblica di San Marino.</p>
<p>Il Giudice sammarinese Millo è balzato gli onori della cronica in quanto proprio il Giornale.sm ha pubblicato prove (dei fax di una sentenza trasmessi dal Tribunale dei minori di Bologna, dove Millo è Presidente) a causa delle quali è stato anche accusato di peculato, in quanto ha usato strumenti del Tribunale di Bologna per inviare le sentenze a San Marino! Anche di questo fatto se n’è occupata oltre che la Guardia di Finanza (c’è un esposto) anche la politica italiana. Difatti c’è stata anche un’interpellanza parlamentare dei Radicali dove si sono evidenziati questi fatti.</p>
<p>Millo poi è stato oggetto di forti proteste anche nel suo lavoro di Presidente del Tribunale dei minori di Bologna; infatti il caso dell’affidamento della bambina Stella ha creato forti polemiche; addirittura è stato creato un gruppo ”Insieme per Stella” dove sono state evidenziate forti perplessità sul suo operato, e quello di alcuni suoi collaboratori. Da questo gruppo sono scaturite vibranti polemiche che hanno portato anche a proteste sotto la sede del Tribunale dei Minori.</p>
<p>Dell’affidamento di Stella se n’è occupata diverse volte anche la Rai, che con la trasmissione CHI L’HA VISTO ha dedicato dei servizi proprio per questo caso.</p>
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		<title>RIDATECI I NOSTRI FIGLI!</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 13:13:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[assistenti sociali]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
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		<description><![CDATA[EVENTO NAZIONALE giovedi 26 gennaio in contemporanea su RAI 1 e alla Regione Piemonte Doppia importante e prestigiosa presentazione di “RIDATECI I NOSTRI FIGLI!” il nuovo libro di NUNZIA MANICARDI sui casi di “Malagiustizia” dell&#8217; avv. FRANCESCO MIRAGLIA Riflettori puntati &#8230; <a href="http://www.crescoacasa.com/ridateci-i-nostri-figli">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">EVENTO NAZIONALE</p>
<p style="text-align: center;">giovedi 26 gennaio</p>
<p style="text-align: center;">in contemporanea su RAI 1 e alla Regione Piemonte</p>
<p style="text-align: center;">Doppia importante e prestigiosa presentazione di</p>
<p style="text-align: center;">“RIDATECI I NOSTRI FIGLI!”</p>
<p style="text-align: center;">il nuovo libro di NUNZIA MANICARDI</p>
<p style="text-align: center;">sui casi di “Malagiustizia”</p>
<p style="text-align: center;">dell&#8217; avv. FRANCESCO MIRAGLIA</p>
<p>Riflettori puntati in tutta Italia sul nuovo libro di Nunzia Manicardi rivolto alla “Malagiustizia”. Il volume, intitolato “RIDATECI I NOSTRI FIGLI! Storie di bambini sottratti alle famiglie raccontate dal loro avvocato Francesco Miraglia” sarà protagonista in contemporanea, giovedì 26, di due importanti e prestigiosi appuntamenti a Roma e a Torino. A Roma sarà Francesco Miraglia a presentarlo a Rai 1 nello spazio “Storie vere” del programma “Uno Mattina”, con il Presidente del TM di Roma dott.ssa Carmela Cavallo e l’avv. Girolamo Cuffarti – Presidente del movimento per l’infanzia ,mentre a Torino toccherà a Nunzia Manicardi illustrarlo in un&#8217;apposita conferenza stampa presso il Consiglio Regionale del Piemonte.</p>
<p>Con questo libro Nunzia Manicardi affronta ancora una volta con grande tempismo e decisione uno fra i temi di più scottante e cruda attualità: quello dei bambini sottratti “senza giusta causa” e “senza giusto motivo” alle proprie famiglie per decisione del Tribunale dei Minorenni. In “RIDATECI I NOSTRI FIGLI!” la scrittrice modenese analizza gli inquietanti motivi (o, meglio, “non motivi””) di scelte così devastanti e lo fa innanzitutto raccontando alcuni casi giudiziari trattati dall&#8217;avvocato Francesco Miraglia. Casi drammatici e ancora irrisolti che hanno tenuto impegnata per mesi e mesi la cronaca nazionale diventando lo specchio spietato di una situazione assurda. Primo fra tutti quello della piccola Anna Giulia Camparini di Reggio Emilia, che senza il suo intervento sarebbe stata già da tempo data in adozione dopo che i genitori disperati per ben due volte l&#8217;avevano “rapita” dall&#8217;istituto di religiose a cui era stata consegnata per volontà giudiziaria nonostante l&#8217;assoluta assenza di riscontri negativi a loro carico. Ma la Manicardi (già autrice, in ambito socio-psico-forense, degli altrettanto importanti “CASI DA PAZZI. Quando Giustizia, Psichiatria e Servizi Sociali incrociano la strada del cittadino italiano&#8230;”, sempre con l&#8217;avvocato Miraglia, e di “ITALIANI DA SLEGARE. Contenzione, la vergogna del silenzio”) non si ferma al racconto dei singoli casi.</p>
<p>Allarga infatti il suo contributo alla ricerca delle cause, non ultime quelle insite nel Codice Civile e nell&#8217;attuale diritto di famiglia, offrendo anche spazio ai pregevoli contributi di Camillo Valgimigli (psichiatra), Gian Luca Vignale (consigliere regionale Piemonte) e Paolo Roat (Comitato Cittadini Diritti Umani-Sezione di Trento). “Situazioni pregiudizievoli”, “incapacità genitoriale”, “assenza di una rete genitoriale adeguata”, “problematiche sanitarie”, “altre situazioni pregiudizievoli per il minore”&#8230; Questi, come ben sintetizza la Manicardi, sono i “non motivi” contro i quali l&#8217;avvocato Miraglia si sta battendo in tutta Italia: una serie immensa di casistiche tutte definite da giudizi soggettivi, non sorretti da dati o fattori certi e documentati. Il risultato è che in Italia più di 26.000 bambini (stime 2009) sono condannati ad essere ORFANI CON I GENITORI IN VITA! Con un costo sociale, oltretutto, di circa 240 euro al giorno per ognuno di loro, per un totale di oltre 85.000 euro l&#8217;anno cadauno che ammonta complessivamente a più di 2 miliardi di euro ogni anno. Assistendoli a casa, nelle loro famiglie, si risparmierebbe almeno la metà e, soprattutto, si eviterebbe un trauma che segnerà loro e i loro familiari (genitori, fratelli, nonni, cugini, zii&#8230;) per tutta la vita.</p>
<p>Completano il libro i testi delle interrogazioni dei senatori Cristiano De Eccher e Giuliana Carlino, quello del Disegno di legge del sen. Franco Cardiello per l’abolizione del Tribunale dei Minori e infine, con una scelta anch&#8217;essa molto opportuna, l&#8217;intera rassegna stampa sul caso della piccola Anna Giulia (alias “Stella”) che, forse ancor più delle parole, spiega non solo il dramma di questa singola famiglia ma anche quanto clamore e disapprovazione abbia suscitato nell&#8217;opinione pubblica italiana. Infatti, per dirla con la Manicardi, “così non va. È ora di cambiare”.</p>
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		<title>Litiga con l’assistente sociale e non le fanno vedere le figlie</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 01:26:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Assistente sociale denunciata per mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice Napoli. Una mamma di Prato (FI) ha denunciato un’assistente sociale del comune di Quarto, Napoli, per mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. La madre sostiene che &#8230; <a href="http://www.crescoacasa.com/litiga-con-l%e2%80%99assistente-sociale-e-non-le-fanno-vedere-le-figlie">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Assistente sociale denunciata per mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice</em></p>
<p><strong>Napoli</strong>. Una mamma di Prato (FI) ha denunciato un’assistente sociale del comune di Quarto, Napoli, per mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. La madre sostiene che il giorno 29 dicembre 2011 si è recata presso la dimora delle figlie per l’incontro prefissato, ma le è stato impedito di vederle. Ha chiamato l’assistente sociale per avere spiegazioni e lei le ha intimato di allontanarsi pena la segnalazione ai carabinieri. Inoltre il nonno le avrebbe riferito che anche le telefonate con le figlie erano state sospese. La sospensione delle visite e delle telefonate non è stata comunicata né alla mamma né all’avvocato che attualmente sono all’oscuro delle motivazioni della sospensione. L’unico avvenimento di rilievo sembra sia stata un’accesa discussione tra la mamma e l’assistente sociale occorsa nei giorni precedenti. La madre ha denunciato anche il fatto che l’assistente sociale avrebbe affermato più volte che lei non era una buona madre e che non voleva che le figlie stabilissero un legame stretto con lei.</p>
<p>“Se le indagini dimostreranno che le accuse della mamma sono fondate si tratta di un abuso molto grave. Impedire a una mamma, ma soprattutto impedire a tre bambine di abbracciare e baciare la loro mamma sulla scorta di un diverbio tra adulti è un fatto vergognoso. Soprattutto perché a farne le spese sono dei minori innocenti che nel periodo natalizio aspettavano la mamma con ansia e trepidazione. Ci auguriamo che la magistratura faccia luce sulla vicenda,” ha affermato il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani. Mentre il legale della mamma, Francesco Miraglia del foro di Modena, ha dichiarato: “Mi auguro che le istituzioni comunali prendano atto del comportamento di questa assistente sociale aprendo un&#8217;inchiesta interna, e che anche la Procura della Repubblica prenda in esame quanto denunciato e ne accerti l&#8217;eventuale responsabilità, con lo stesso impegno e professionalità che viene riservato alle altre inchieste.”</p>
<p>Il comitato denuncia da anni l’eccessiva invasività di assistenti sociali, psicologi e psichiatri nella vita delle famiglie. A volte, tramite valutazioni soggettive ed opinabili, psicologi e assistenti sociali inducono il Tribunale dei minori a prendere provvedimenti drastici e drammatici, sottraendo i figli alla famiglia, collocandoli nelle comunità, mettendoli poi sotto indagine, analisi e quant’altro. La famiglia, nella maggioranza dei casi, è totalmente impotente di fronte a questo sistema che opera con l’ausilio, se i genitori si rifiutano, della forza pubblica.</p>
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