Storie di bambini sottratti alle famiglie
Storie di un sistema che non funziona più
Padre e figlio separati
Una storia “ordinaria” in un sistema che non funziona più
Mi chiamo G., abito a Merano e sono il papà di un bambino meraviglioso di nome Giorgio (nome di fantasia). Voglio raccontarvi la storia dei miei rapporti con i Servizi Sociali (SS) e il modo in cui mio figlio, a mio avviso ingiustamente, è stato assegnato a una famiglia affidataria invece che a suo padre.
Nel 2002 è nato Giorgio ed è stato il giorno più bello della mia vita. Quando l’ho preso in braccio per la prima volta ho capito che l’avrei amato per sempre.
Purtroppo la sua mamma, la mia compagna di allora, l’ha rifiutato immediatamente e non ne ha più voluto sapere. Io invece ho deciso di assumermi la completa responsabilità per mio figlio. A quel punto il Tribunale dei Minorenni di …, con Decreto n. 742/02, ha deciso di assegnare a me il bambino “non essendosi rivelati fondati nei confronti del padre i motivi di inidoneità al suo ruolo”, e di toglierlo alla madre poiché “nei confronti della madre invece si sono confermati i presupposti per la dichiarazione di decadenza della potestà genitoriale”.
Da quel giorno ho vissuto felicemente con mio figlio che cresceva sano e felice e ho trovato un’altra compagna (Sabina) che lo ha cresciuto come se fosse la sua vera mamma.
Purtroppo nell’ottobre 2005 un’impiegata del comune di … mi ha segnalato ai SS perché avevo perso il mio appartamento. In seguito, nella relazione del 18 aprile 2006 i SS hanno riportato che io vivevo con mio figlio in un garage. Questo era successo per due notti a causa della situazione contingente ma nella relazione dei SS questo non veniva specificato e sembrava che io vivessi lì stabilmente. I SS si sono rivolti alle maestre dell’asilo e alla psicologa e hanno riportato che il bambino aveva delle difficoltà perché aveva “bisogno di una figura di riferimento costante e presente” (senza fornire prove oggettive di tale valutazione). I SS, tra il resto affermando falsamente* che le difficoltà di Giorgio “non vengono riconosciute né dal padre, né da S. (ex compagna), né dalla nonna paterna”, hanno chiesto l’affidamento etero-famigliare. Il Tribunale dei Minorenni di …, con Decreto di data 16 giugno 2006, ha assegnato il bambino ai SS con collocamento presso il padre. Questa decisione è stata presa solo in base alla relazione dei SS senza permettermi di contestare la veridicità delle affermazioni fatte su di noi.
*La falsità di questa affermazione si sarebbe potuta evincere dalla relazione stessa, dato che si afferma che Giorgio è “stato inserito nella sezione integrata”, che una d.ssa del servizio psicologico ha fatto “una diagnosi funzionale del bambino”, che è stato visto dal “servizio di neuropsichiatria infantile in data 25.01.2006” e che “è attualmente inserito nelle liste di attesa per la logopedia e l’ergoterapia”. Inoltre nella relazione si afferma, senza alcuna prova oggettiva, che “la scuola materna è l’unico punto di riferimento stabile che il bambino ha avuto in questo ultimo periodo“. Posso altresì provare che anche altre dichiarazioni e affermazioni nella relazione sono discutibili, tendenziose e non supportate da riscontri oggettivi.
Da qui è iniziato il mio calvario. Mio figlio mi era stato tolto sulla base di una relazione fatta da altre persone (e non verificata da alcun ente esterno o indipendente), senza darmi nessuna possibilità di difendere la mia famiglia e di contestare le affermazioni fatte su di noi.
Per il bene di mio figlio e perché inizialmente convinto della buona fede dei SS ho sempre cercato di conformarmi alle loro direttive come riportato anche nella relazione del 18 dicembre 2006: “Il signor F. ha assolto alla prescrizione del Decreto…” Nella stessa relazione si riporta che Giorgio era stato assegnato a una “sezione integrata con pochi bambini”, aveva seguito un “ciclo di logoterapia” e stava “svolgendo l’ergoterapia”. Ma nonostante questi interventi le maestre rilevavano il “permanere di grosse difficoltà del bambino”. Qui nessuno ha messo in discussione gli interventi psicologici o la professionalità delle maestre. Inoltre nessuno ha mai sospettato che ci fossero delle incongruenze e non mai è stata messa in dubbio la correttezza delle valutazioni fatte, sebbene nella relazione logopedica del 31 luglio 2006 si affermasse che “attualmente Giorgio non necessita di terapia logopedica”. Secondo i SS, la colpa del “disagio” di Giorgio era ovviamente la famiglia e quindi era necessario “prescrivere al padre e alla convivente una terapia psicologica individuale, e una osservazione psicologica del bambino e della sua relazione con la ‘mamma’ e il padre”. Purtroppo il Tribunale dei Minorenni di …, con Decreto del 14 mar. 2007, ha prescritto “al padre e alla convivente di ricorrere a una vera e propria terapia psicologica individuale ed un’osservazione psicologica del bambino”.
La nostra libertà ci era stata tolta definitivamente, ora i SS ora volevano persino osservare le parti più intime della mia vita e di quella di mio figlio.
Nella relazione del 21 giugno 2007 si riporta che le “maestre evidenziano un grosso miglioramento di Giorgio nel contesto scolastico”. Nella relazione non si ricercano le vere cause del miglioramento di Giorgio (questo viene solo menzionato) e per tutta la relazione si evidenziano i problemi con i genitori in merito ad appuntamenti non rispettati e altri problemi. Poi, in data 3 agosto 2007, l’assistente sociale richiede addirittura un “temporaneo affidamento ad un’altra famiglia” … “vista la difficoltà della coppia di attenersi alle prescrizioni”, ma in tutta la relazione non si indaga minimamente sulle effettive condizioni di Giorgio e sul perché di tale miglioramento. La relazione dell’11 ottobre 2007 è ambigua dato che si parla sia di “miglioramento” che di “regressione”. Purtroppo anche qui non si è cercato di scoprire il perché del miglioramento di giugno e del rallentamento dei miglioramenti di ottobre. Poi alla fine di ottobre 2007 la mia compagna Sabina mi ha lasciato, questo ha inevitabilmente comportato tensioni in famiglia. Inoltre avevo problemi di lavoro ed ero stato sfrattato. Nella relazione del 29 ottobre 2007 si riporta che “il bambino in questi giorni è molto agitato”. Inoltre si chiede un “urgente collocamento etero-famigliare”. Purtroppo il Tribunale dei Minorenni di Bolzano, con Decreto del 14 nov. 2007, ha accolto le richieste dei SS affidandolo a un’altra famiglia per un anno. Vorrei far notare che nel decreto non si parla minimamente dei risvolti psicologici che avrebbe potuto avere un allontanamento di Giorgio da suo padre, che tra il resto aveva appena perduto la sua “mamma” d’adozione a causa della nostra separazione. Personalmente non posso dire che siano stati fatti dei tentativi concreti di risolvere la situazione senza togliere Giorgio alla sua famiglia come vorrebbe la legge.
Dopo averci tolto la libertà ci toglievano la possibilità di vivere assieme senza valutare il trauma psicologico causato dalla separazione di un padre e di un figlio. Il giudice e gli assistenti sociali non erano riusciti a considerare Giorgio come un bambino, ma avevano preferito vedere il mondo attraverso i loro occhi di adulti e non con i suoi occhi da bambino. Sono certo che Giorgio avrebbe preferito vivere nell’instabilità che lontano dal suo papà. Ma nessuno gliel’ha mai chiesto…
Per il bene di mio figlio, ho ingoiato il rospo e ho facilitato l’inserimento di Giorgio nella famiglia affidataria. Nella relazione del 5 febbraio 2009 i SS hanno tenuto a far notare che in un intero anno per ben una volta mi ero dimenticato di andare a prendere Giorgio. Inoltre hanno tenuto a rimarcare una volta in cui mia mamma aveva chiesto che Giorgio rimanesse con noi un giorno ancora specificando bene che si era messo a piangere. Invece si sono dimenticati di dire che nella famiglia affidataria Giorgio viene trattato come un bambino di serie B rispetto agli altri figli. Per esempio Giorgio si lamenta del fatto che trovano sempre il tempo di accompagnare i loro figli mentre spesso non hanno tempo di accompagnarlo a karatè. Nella relazione si dice anche erroneamente che Giorgio è sempre molto “stanco” quando torna dalle visite con il suo papà. In realtà non è stanco ma triste dato che vorrebbe stare con il suo papà. Spesso Giorgio inizia a vomitare quando devo riportarlo dai genitori adottivi. Ho riferito questi avvenimenti ma non vengono menzionati nella relazione. Invece i SS affermano che l’inserimento nella famiglia affidataria è stato “positivo” (ma non spiegano perché e come). Inoltre dichiarano che nonostante il padre abbia “migliorato le sue condizioni abitative e lavorative” ha “grosse difficoltà ad essere emotivamente vicino al bambino”. Pertanto, sulla base di questa valutazione soggettiva, hanno chiesto il rinnovo dell’affidamento etero-famigliare. Sfortunatamente il Tribunale dei Minorenni di …, con Decreto del 18 mar. 2009, ha esteso il collocamento etero-famigliare per altri 2 anni, nonostante non ci fossero dei reali presupposti oggettivi, se non le generiche affermazioni psicologiche e soggettive della relazione di cui sopra.
Purtroppo, a dimostrazione delle scelte errate da parte di SS e giudici, ora la diagnosi di Giorgio è peggiorata. In data 30 marzo 2010 la psicologa e la neuropsichiatra hanno formulato una diagnosi pesante e hanno addirittura chiesto un trattamento farmacologico per curare la “malattia mentale” di Giorgio. Ecco a cosa sono serviti i decreti del giudice e l’assistenza dei SS e della famiglia affidataria. Oltre a privare un padre e un figlio della gioia di vivere insieme hanno causato dei danni gravi che forse mio figlio non potrà più superare. Ho deciso di affidare mio figlio alle cure di un professionista di Modena affinché possa garantire a mio figlio le cure appropriate che a Bolzano non sono riusciti a dargli.
Ultimo aggiornamento. Finalmente è stato rivalutato l’operato dei SS e mio figlio mi è stato restituito. Ora ha la possibilità di ritornare a vivere una vita felice e sana. Sta andando a scuola, è felice, e nell’ultima visita il neuropsichiatra l’ha trovato molto migliorato.
Purtroppo ha ancora paura di essere allontanato dal padre e forse queste ferite non si rimargineranno mai. Ma almeno adesso c’è una speranza per lui.
G.
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Alle mie bimbe: papà c’è
Mi chiamo P.C. e ho due bellissime bimbe di 6 e 4,5 anni.
Anche io, come molti, troppi papà, sto vivendo una traumatica separazione da mia moglie e, soprattutto, dalle mie bambine.
Da inizio giugno, dopo il primo provvedimento provvisorio emesso dal tribunale civile di Varese, vivo in questa situazione:
1- posso vedere le mie figlie 10 ore alla settimana + week-end alternati + 15 gg durante le feste.
2- mia moglie vive con le bambine in due case adiacenti (entrambi dichiarate separate a catasto) una di sua proprietà e una di mia proprietà che prima costituivano la nostra casa famigliare (due appartamenti assolutamente indipendenti, impianti separati, entrate separate) che per comodità avevamo unito in fase di ristrutturazione attraverso una porta abusiva (non dichiarata a catasto).
3- io sono ritornato nella stanzetta di quando ero piccolo a casa dei miei genitori
4- percependo uno stipendio netto di circa 1500€ devo: pagare 50% mutuo(530€), dare 500€ come mantenimento bimbe, dare 250€ come mantenimento moglie (che lavora) + circa 140€ mensili per le spese straordinarie (scolastico-ludiche) per un totale di circa 1400€.
Mi rimangono ben 100€ per vivere con i quali, secondo il giudicante, potrei attuare l’affidamento condiviso a me concesso.
La separazione giudiziale è stata voluta da mia moglie che, come motivi giustificativi l’addebito, mi ha attribuito non solo tutte le cause della distruzione del nostro rapporto, ma, “dato che c’era”, ha confezionato delle illazioni assurde su miei presunti comportamenti “disinvolti” verso le piccole che le avrebbero irrimediabilmente traumatizzate.
“Ha preso l’abitudine di esibire il membro genitale quando egli va in bagno per mingere.
Egli svolge i suoi bisogni corporali davanti alle figlie ed esse sono autorizzate a toccare il suo membro.”
“ … tanto da rendere giustificabile il timore che l’educazione di due bambine così piccole sia irrimediabilmente compromessa a causa dei traumi subiti”
“ .. la preoccupazione primaria della ricorrente riguarda l’eventualità che viscidi pedofili importunatori di minori possano avvicinare le bambine, ma queste non abbiano strumenti educativi per riconoscere le molestie.”.
Queste sono le righe che ho potuto leggere nella narrativa rappresentata dal legale della mia ex-moglie.
Per poi, davanti al giudice, dire invece che era tutto apposto.
Il giudicante, a mio avviso, senza leggere nemmeno una riga della mia difensiva, si è limitato a chiedermi quanto guadagnavo e dove abitassi in quel momento per poi deliberare una sentenza assolutamente iniqua, dove elementi come “continuativo” ed “equilibrato” non sono neanche lontanamente avvicinabili.
Pochi giorni fa i servizi sociali hanno depositato in tribunale la loro relazione sul monitoraggio effettuato sul nucleo famigliare, dove non hanno rilevato nessun problema nelle bambine definendole “vivaci e serene” e nessun problema educativo per i genitori, sottolineando il buon rapporto che le bambine hanno sia con la madre sia con il padre.
Quello che assolutamente non voglio e non devo accettare è il fatto che una persona, una mattina qualunque della sua vita, di punto in bianco, possa decidere di rovinare, mentendo e calunniando, la vita ad un’altra persona, ad altre persone come le proprie figlie.
Alle mie bimbe: papà c’è.
AUTORIZZO LA PUBBLICAZIONE DI QUESTA MIA STORIA MA CHIEDO CHE SIA MANTENUTO L’ANOMINATO PER LE MIE BAMBINE E CHE VENGANO DIVULGATE SOLO LE MIE INIZIALI.
Aiutiamo due bambini a riabbracciare la mamma
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AIUTIAMO UNA BAMBINA A RITORNARE DA SUA MAMMA
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Appello di Margherita Hack per bimba tolta ai genitori
Nostra figlia di 4 anni “rapita dalla giustizia”
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Madre privata dal Tribunale dei minori per ben otto mesi del proprio figlio appena partorito
capisco questi poveri genitori come si sentono xke purtroppo ad oggi vivono anche io questa situazione.assistenzi sociali e tribunale dei minori dicono di volere il bene x i bambini, fanno tanto i moralisti ma la realtà è che le distruggono le famiglie,portano via i bambini senza validi motivi ed è purtroppo quello che sto vivendo oggi ma prego affinchè tutto possa tornare come prima e sopratutto a essere di nuovo una famiglia felice come lo eravamo prima.
ma possibile che assistenti sociali con i loro casini che anno in famiglia e ci sono tra loro che non possono avere figli si divertono a rovinare genitori con FALSITA bisogna combattere con manifestazioni peggio del G8 di GENOVA SENZA VIOLENZA ma essere uniti tutta ITALIA e farsi ricevere una delegazione di genitori dal capo dello stato vanno fermate le assistenti sociali SONO DELLE COROTE
4/10/2011 ore 21.59 ho appena inviato n° 5 petizioni
In questi giorni si parla di una mamma un p0′ avanti negli anni.I SS.e i giudici hanno deciso di toglierla.Questa bimba ha un papa’ e una mamma regolarmente sposati.C’è una famosa cantante che ha avuto un figlio.Non si sa chi è il padre e nessuno si sogna di toglierla.In che Stato viviamo? Desiderei Che venisse posta questa incongruenza!